Amore

La paròla di quésta settimana è
/a.mó.re/

Sostantivo maschile. “Mòto affettuoso, inclinazione profónda vèrso qualcuno o qualcòsa” affermava Giacomo da Lentini nel milleduecèntocinquanta.
Amóre è una délle più bèlle paròle in assoluto. Amóre non è sólo un sentiménto vèrso qualcuno o qualcòsa, ma è un mòdo di appròcciarsi alla vita. E’ decidére di vivére la vita con sentiménto apprezzandóne il valóre.
Ma andiamo nel dettaglio: amore deriva da amare. In etimologia molti afférmano che sia una paròla sènza dérivazióne, che si complèti con la paròla stéssa. Quésto pensièro applicato alla sciènza etimologica potrebbe far sorridére i romantici come sé col fatto di non avére derivazioni, bastasse cosi. Del rèsto quando amiamo qualcuno siamo totalménte pièni d’amóre, che ci completiamo così. Ci bastiamo a nói stéssi, come se fósse tutto perfètto. In effètti a livèllo etimologico espèrti affermano che amóre deriva da amare. Punto. Sènza che la paròla derivi da nulla. Concètto molto romantico e sintetico.
Invéce io, che adoro le lingue, non mi sono accontentata e sono andata un pò a spulciare vari tèsti scritti tornando ovviaménte indiètro néi tèmpi e ho trovato che in réaltà c’è anche un’altra versione ancóra prima del latino dove amare deriva addirittura dalla paròla sanscrita Kama, poi presa dalla paròla latina (c)amare c + amare il cui suffisso c- significa appunto desidèrio fisico.
Kama significa passióne, attrazióne, desidèrio la cui radice indoeuropèa k sottolinea in maniera profónda l’amore in maniera viscerale. Da qui la paròla appunto Kamasùtra che in realtà significa aforismi o brèvi pensièri sul desidèrio.
Ma la cosa più bèlla che ho scoperto dell’origine di quésta paròla è pròprio la sua iniziale: A.
A – mare, la cui origine del nóme deriva dal latino a-mors che significa sènza mòrte.
Ora, a livèllo romantico, che la paròla non abbia nessun’altra derivazióne come se la paròla bastasse a sé stéssa esattaménte come l’amore basta a due innamorati, o che significhi sènza morte il che conferisce una profondità assoluta quasi a vederlo come il sentiménto per antonomasia, poco importa a quale versione etimologica dare più rètta, quello che importa invéce è vivere veraménte l’amore. Il mio augurio più grande che posso farvi in quésto moménto di quarantèna lontano da compagni, parènti e amici, è che possiate sèmpre vivere l’amore nella sua essènza. Non accontentatevi di vivere un amore solo per paura di rimanere sóli o per conveniènza, tutto si paga, vivete quéll’a-mors, quéllo sènza mòrte, quéllo viscerale, quéllo che vi fa venire anche dopo anni le farfalle allo stòmaco. Insómma quéllo che non ha bisógno di inganni e bugie per sopravvivere.
Quéllo véro.


Ringrazio sèmpre tutte le persóne che mi scrivono o mi séguono sui sòcial.
Ricòrdo che gli accènti non sono méssi a spropòsito per provocare gli amanti della nostra lingua italiana, ma sono un mio giòco téatrale per avvicinare le persóne ad una corrètta pronuncia e di conseguènza al teatro.
Quindi quanto trovate questo accènto \ sulle vocali e – o, è aperto (tonico) come paròla;
quando trovate quest’altro accènto / sulle vocali e – o, è chiuso (atono) come in perché.

Se volete approfondire la rubrica ecco i riferimenti:
formazioneteatrale.com
teatrica.it
IG: attrice_disordinata
IN: Laura Pigozzo
PODCAST:
Parole a Peso e
Teatro Libera tutti (Spotify e Itunes)
Scrivete cosa ne pensate su: attricedisordinata@gmail.com oppure potete trovare la rubrica ogni giovedì sul corriere di Novara

Grazie per avermi ascoltato.

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