CHE COS’E’ LA VOCE?

PUNTATA N. 7
PER LA SEZIONE

Tutti noi abbiamo una voce. Ogni giorno la usiamo in tutti i modi. Ma quanti di voi sanno che cos’è realmente? Oggi parleremo della voce e di come non dev’essere usata.

 

Tutti noi nella nostra vita quotidiana usiamo la voce in disparati i modi. Spesso senza esserne coscienti. Poi ci sono persone che la usano per lavoro. Immaginatevi insegnanti, agenti di commercio, venditori ma non per ultimi spekers radiofonici e di podcast, attori e cantanti.
Ma quanti di loro veramente la sanno usare?

 

Per prima cosa dobbiamo stabilire che cos’è la voce. Fatevi questa domanda e provate a rispondere. Cos’è la voce?
Pausa di sospensione con stacchetto musicale lalalalallalala per lasciarvi un pò di tempo. Risolto? La voce è uno strumento. Esattamente come il corpo. E’ il nostro strumento per comunicare verbalmente facendo fuoriuscire dalla bocca un suono che a seconda della pressione e di come articoliamo le labbra, la lingua, il palato e i denti trasmette lettere che formano parole, discorsi, etc etc.

 

Ma come funziona la voce? Da dove esce? Molti pensano nasca dalla gola, dalle corde vocali. Male, cosa più sbagliata. E poi vi spiego perchè. Molti dicono dalla pancia, mezza verità. La voce si appoggia al diaframma. Ma prima di vedere questi dettagli vorrei farvi visualizzare il nostro corpo dividendolo dal tronco alla fronte in tre zone per farvi capire meglio il concetto. Non sono un dottore e non mi interessa farvi un’analisi scientifica, mi interessa presentarvi il concetto dal punto di vista tecnico-artistico.
Dalla base del torace fino a sotto la gola troviamo l’apparato respiratorio, nella zona della gola troviamo quello laringeo fino al naso e dal naso alla fronte troviamo l’apparato di risonanza.

 

Ma da dove parte tutto?
Prima di tutto volevo fare un ringraziamento speciale alla mia insegnante di canto, Serena Penzo, che sta finendo di sfornare un bellissimo libro sulle tecniche vocali, e che appena sarà pronto ve lo recensirò in modo tale che possiate comprarvi una copia. Credo che sia indispensabile per tutti, a prescindere dal lavoro che una persona fa, sapere come funzioni la propria voce anche per non cadere in ciarlatani che si ergono a dottori nel spiegare le modalità.

Ora riprendiamo da noi. La voce è uno strumento, così come il corpo e dev’essere usato al meglio. Ovvio che se io devo solamente respirare, non mi interessa sapere come funzioni, ma nel momento in cui mi interfaccio con delle altre persone la voce è molto importante e qui mi stacco dal canto perché faccio un discorso molto più ampio. Faccio un discorso di vita. Con la voce ci rapportiamo con le persone, mandiamo dei messaggi non solo nel loro significato semantico delle parole, ma in base a come noi le pronunciamo possiamo mandare delle indicazioni sul nostro stato d’animo che, nel gergo teatrale, si chiamano intenzioni. Ovvero se alla mia frase dico “ come stai” (felice) o “come stai” (arrabbiata), dò indicazioni sul mio stato d’animo e quindi posso mandare messaggi confusi o molto espliciti sulla mia intenzione. In una sono felice, nella seconda sono arrabbiata.
Ma ora facciamo un passo indietro e torniamo al diaframma. Il diaframma è un muscolo, incollato alla cassa toracica come se fosse il suo tappeto che si alza e si abbassa ma al diaframma piace salire.

 

Per prima cosa il respiro passa dalla cassa toracica che sigillato dal diaframma viene sparato fuori attraverso la gola facendo vibrare le corde vocali, ovvero queste due membrane, perché sono due e non di più, c’è chi dice cento, una, venti, quaranta, chi offre di più, no sono due, solo due, che poste in posizione orizzontale vibrano e fanno fuoriuscire dalla bocca un suono che a seconda di come posizioniamo labbra, denti, lingua e palato è un suono, una lettera, una parola o un discorso o una canzone.
Pertanto il suono canoro o verbale che sia, e rimaniamo sul verbale perché io sono un’insegnante di teatro, esce dalla nostra boccuccia e non nasce dalla gola come molti sono convinti. Pertanto la gola, ovvero l’apparato laringeo, è solo un canale e non la sorgente della voce. Pertanto è inutile che molte persone sforzino proprio la gola e quindi le corde vocali per parlare, urlare e per farsi sentire. E’ la cosa più sbagliata ed è la cosa più giusta se a 40 anni ci si vuole far operare alle corde vocali, dopo aver perso la voce.
Non bisogna sforzare la gola perché la voce non arriva da lì. Tra le categorie più a rischio, troviamo le insegnanti soprattutto della primaria che sono abituate ad alzare la voce senza però farlo nel modo giusto. E lo fanno tirando i muscoli del collo, che non sono fatti per sparare fuori la voce ma solo per tenere su il collo. Ed ecco perché tante persone soffrono in questa parte del corpo.

 

Rimanete sintonizzati perché sono appena all’inizio di questa lunga storia che è la voce.

 

Bene, Io per oggi vi saluto, vi auguro una splendida giornata e Non dimenticatevi di iscrivervi a TEATRO LIBERA TUTTI, come podcast su spotify, iTunes e spreaker, al canale telegram, you tube o potete trovare gli articoli letti su formazioneteatrale.com o sulla mia pagina instagram attrice disordinata. ISCRIVETEVI AL CANALE MI RACCOMANDO!

 

Scrivete sui commenti se avete delle domande o se volete parlare di un argomento in particolar modo.

 

Vi lascio come sempre con la frase del giorno: “
Il mio nome pronunciato da lui, con la sua voce roca e fonda, il mio nome che nasceva dalla sua pancia e passava attraverso la sua gola era il più bello del mondo, infondeva coraggio alla mia misera persona, scivolava dentro di me e mi definiva, mi dava luogo e tempo, e un’origine certa.” Margaret Mazzantini

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