Cos’è il teatro

Tutti nella vita prima o poi si interfacciano al teatro. Ma cos’è in realtà il teatro ma soprattutto da dove parto a spiegarvelo?

Che cos’è in realtà il teatro? Prima di tutto quando ho iniziato questo podcast mi ero prefissata di dividervi in sezioni ma sempre con l’idea che dall’altra parte ci fossero esperti o intenditori del settore…. In realtà però devo fare un passo indietro e decidere di partire dalla base. MI state scrivendo in molti e sono felice di questo feedback. Del resto non siamo tutti imparati no? Quindi voglio partire dalla base per dare l’opportunità a tutti di avvicinarsi a questo fantastico mondo di cui sono innamorata da sempre. 

 

La parola teatro deriva dal greco théatron, che significa “spettacolo”, e dal verbo “theàomai”, che significa io vedo ed è un insieme di differenti discipline, al fine di unirsi per creare un evento dal vivo. Si parte da una base narrativa di drammatizzazione in cui attraverso queste medesime discipline viene raccontata una storia, un evento, qualcosa, ovvero il dramma non inteso nel senso negativo di pianti e disperazione, ma nel senso semantico della parola greca drao che significa io agisco. Questo agire, avviene tramite differenti discipline come quelle sopracitate ma attraverso differenti sfumature comunicative quali la parola, la voce, il corpo, il suono etc etc, che sono caratteristiche e aspetti delle arti performative. Il tutto eseguito davanti ad un pubblico chiamato spettatore.  

 

Ma cosa si racconta quando si fa teatro? Da dove si parte? Non è detto che si debba per forza mettere in scena un testo, drammatico, comico, comunque un testo. Non è detto. Si parte dall’idea dell’emozione. Eh si perché Gigi Proietti ha detto una grande frase secondo me fondamentale per l’idea che gli attori stessi, quelli veri, i teatranti, quelli che proprio vivono il palcoscenico, hanno del teatro. Lui dice: benvenuti a teatro dove tutto è finto ma niente è falso. 

 

Ed è da qui che voglio partire con la mia prima elucubrazione teatrale, chiamiamola anche sega mentale, perché per chi è dentro e lo vive tutti i giorni, il teatro è una religione e quindi vive mille aspetti, mille percezioni, mille emozioni. 

 

Eh si, benvenuti a teatro dove tutto è finto ma niente è falso. Perché si, è vero, viviamo nella finzione, nel gioco del teatro. Sappiamo che è finto. Lo sa il pubblico e lo sa l’attore. Ma l’attore sa anche che nella finzione può essere vero, ecco perché niente è falso perché l’attore bravo è un attore che arriva al cuore delle persone, emozionandole e se tocchi l’emozione significa che la stessa emozione esiste ed è vera tangibile con uno stato emotivo, un sussulto al cuore, una lacrima, un applauso o una risata. Ed è lì che l’attore ha fatto bingo e ha raggiunto il suo obiettivo. Se il pubblico non si fosse emozionato sarebbe tutto falso. Invece pur stando nella finzione del teatro, la gente e l’attore riesco vicendevolmente ad emozionarsi. 

Il teatro è un’esperienza unica sia per lo spettatore che per gli addetti ai lavori, e mi soffermo soprattutto all’attore e regista. 

Per prima cosa lo spazio scenico è fuori dal tempo e dall’universo mondo ed è rimasto così per secoli con questo alone di sacralità che purtroppo viene tacciato di essere fin troppo radical chic, di sinistra o per pochi eletti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista intellettivo. Perché parliamoci chiaro, il teatro costa. E poi voglio tornare sul discorso del costo perché è importante nell’educare le persone ad andare a teatro.

Invece è qui che c’è una differenza sostanziale da quello che la società crede sia il teatro a quello che realmente è. Il teatro ha questo alone di fascino e mistero proprio perché andare a teatro è quasi un rito, esattamente come una funzione religiosa. 

Per prima cosa ci sono delle regole fondamentali quando si entra a vedere un qualsiasi spettacolo in un qualsiasi edificio teatrale che si rispetti. La società attuale invece ci sta portando troppo a velocizzare i ritmi, ad annoiarci facilmente di tutto, dai canali alle relazione personali in una società liquida esattamente come la descrive Baumann. Ci annoiamo subito delle cose, degli oggetti, non ripariamo più nulla, semplicemente buttiamo e ci sempre meno che aggiustano, dagli elettrodomestici alle relazioni. E’ molto più semplice buttare, far finta di nulla arrancare al posto di vivere. Ecco se siete delle persone che hanno paura di uscire dalla propria zona di confort, beh allora vi potete godere l’immondizia dei programmi tv spazzatura, i rapporti personali veloci, le relazioni finte, i soldi, ma non potrete mai godere veramente del teatro. Il teatro è per puri esattamente come l’amore e come il coraggio. Il teatro fa vedere al di là di come quotidianamente appare e mette in discussione i propri sentimenti. Mi è capitato di avere adulti che smettono di fare teatro dicendomi che hanno paura di quello che può uscire da loro. Beh il teatro che tu sia spettatore o attore mette in discussione tutto e sapete perché? Perché vive nel qui ed ora e non nella falsità. Ecco perché il teatro resiste, perché arriva dritto al cuore. E il contesto in cui viene rappresentato enfatizza. 

Per prima cosa non si entra a spettacolo iniziato ma si rispetta i tempi lenti del teatro. E’ un pò come fare l’amore lentamente. Si ascolta tutto. Si sente tutto. Quando si entra in uno spazio teatrale oltre alla puntualità ci si veste bene. Ci si veste bene per rispetto. E nel teatro c’è solo buona la prima. Non si può rifare una scena… per questo l’attore deve essere sul pezzo ed essere vero. Solo nella sua verità vive. Vive il tempo dello spettacolo per questo motivo i personaggi delle storie sono immortali perché vivono nel sangue e nel corpo di chi li vive. 

Bene, credo per oggi di aver dato sfogo abbastanza al mio amore verso questa arte.

 

Bene, Io per oggi vi saluto, vi auguro una splendida giornata e Non dimenticatevi di iscrivervi a TEATRO LIBERA TUTTI, come podcast su spotify, iTunes e spreaker, al canale telegram, you tube o potete trovare gli articoli letti su formazioneteatrale.com o sulla mia pagina instagram attrice disordinata. ISCRIVETEVI AL CANALE MI RACCOMANDO! 

Scrivete sui commenti se avete delle domande o se volete parlare di un argomento in particolar modo. 

Oggi al posto della frase del giorno vi lascio con il significato etimologico della parola emozione perché dovete sapere che il teatro ti insegna tante cose tra cui parlare  e poi il teatro emoziona e molto. 

La parola di questa settimana è bellissima! 

EMOZIONE

/emo’tsjone/ 

Dériva  dal francése [émotion] ché significa léttéralménte “viva sènsazione suscitata da qualcosa”, trépidazione, impréssione o turbaménto. 

In réaltà dobbiamo fare un passo indiètro. Difatti Emozione dériva dal latino emovère. 

È una parola composta da: 

ex = fuori

movere = muovere. 

Quindi nel suo significato sémantico significa létteralménte agitare, smuovere ovvéro tradótto dal latino con èx e movère significa “portare fuori”. Si può pértanto évincére ché l’emozióne, altro non è ché un’agitazióne, un sussulto, uno scuotiménto dell’anima e del cuòre. Un farci portare alla luce un séntiménto. 

Ed è per quésto mótivo ché a livèllo psicofisico reprimere un’emózióne fa male. Perché L’emozione di per sé è già éssa fuori/uscita. Ecco perché quando nn si vive a pièno poi stiamo male……. É pénsare che c’è gènte ché piuttòsto ché vivérla la sópprime. Pòvéra! 

Lo sapévano bène i latini! 

TEATRO LIBERA TUTTI 

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