EP.1 INTELLIGENZA EMOTIVA IN AZIENDA

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Oggi vorrei parlarvi del TEATRO IN AZIENDA. PERCHè IL TEATRO E’ IMPORTANTE PER SVILUPPARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA DEL PROPRIO STAFF IN AZIENDA?

Il mondo aziendale è sempre più improntato sul benessere del proprio dipendente al fine di renderlo sempre più produttivo. Un benessere psicofisico porta ad una produttività maggiore. Lavorare non solo sulle competenze ma per migliorare le circostanze per far si che queste possano essere sviluppate, fa la differenza nelle grandi aziende. Sviluppare e far crescere l’intelligenza emotiva nell’ambito lavorativo significa rendere migliori le prestazioni e la qualità del proprio lavoro. 

Sempre più aziende si rivolgono a professionisti per far vivere ai propri dipendenti un’esperienza che apporti maggior benessere. Credere nelle capacità del singolo ed investire nell’intelligenza emotiva del proprio staff è la chiave per lavorare in maniera qualitativamente migliore e più alta. Il lavoratore che si sente appagato dal proprio ambiente lavorativo è un dipendente che non vi tradirà mai. 

Se siamo sempre più immersi nell’individualità dei social e nei nostri dispositivi che portano a dissociarci dal mondo, al tempo stesso, le persone sentono sempre più il bisogno di fare corsi, seguire conferenze, partecipare a eventi su argomenti motivazionali, su migliorare la propria qualità della vita, sul proprio benessere al fine di sentirsi sempre più parte di un gruppo in un momento in cui la società invece ci porta a dissociarci completamente.

Ecco invece che le aziende investono sul proprio personale e sulla loro intelligenza emotiva. Questo è il segreto per rendere migliore la produttività. 

Perché il teatro in azienda? Il teatro in azienda è fondamentale ma non certo per creare uno spettacolino e divertirsi a fine dell’anno tra tutti i parenti dei dipendenti aziendali. Il teatro è fondamentale nel settore aziendale perché vengono proposti giochi e dinamiche che vengono usate dall’attore quotidianamente per conoscere meglio sé stesso, lo spazio fisico ma soprattutto gli altri componenti nel gruppo, in questo caso in azienda. 

Lavorare sulle emozioni, in particolare modo sulla propria intelligenza emotiva porta lo staff di lavoro a conoscersi sotto altri punti di vista. I colleghi hanno la possibilità di conoscersi sotto il profilo “umano” arrivando a creare delle sinergie che difficilmente nell’ambito lavorativo si possono trovare, cosa invece all’ordine del giorno per chi svolge l’attività teatrale. 

Lavorare con un consulente teatrale esperto porta le persone a raggiungere un grado di conoscenza maggiore ma soprattutto di fiducia che è alla base del lavoro dell’attore e al tempo stesso dell’azienda (se l’azienda non si fidasse del proprio dipendente non lo avrebbe assunto e se il lavoratore non si sentisse fiducioso dell’azienda non avrebbe accettato). Ecco che quindi si crea un rapporto reciproco di ascolto tra sé e l’altro in un contenitore che in questo caso è il proprio luogo di lavoro. 

In questo contesto, appunto, il teatro abbassa i filtri e fa andare al di là di come quotidianamente appare. Conoscere il proprio io interiore, i propri limiti e scoprire che attraverso la semplicità riusciamo a guardare al di là del proprio naso è una cosa fantastica. 

Preparare un percorso di teatro aziendale non significare giocare al gioco del teatro ma significa vivere il gioco del teatro attraverso le dinamiche che si sono sviluppate nel tempo dentro la didattica di quest’arte antica che sono finalizzate ad un maggior benessere. 

In azienda, molto spesso il tempo manca per conoscere i propri colleghi, sapere cosa succede nella loro vita, magari invece, neanche ci importa, eppure arriva un momento in cui dobbiamo rapportarci con un certo collega x di cui siamo un pò incuriositi. Può essere che sia per lo strano modo che ha di rapportarsi con noi, per il suo linguaggio vestemico (cioè per come si veste), per il fatto che ci stia semplicemente antipatico, per il proprio comportamento con gli altri, per le sue battute o per il suo silenzio. Magari non sappiamo che invece quella persona è silenziosa perché si vergogna o perché a casa ha dei problemi familiari e magari la velocità di portare a casa un obiettivo lavorativo ci fa passare sopra alla sua sensibilità (o viceversa se succede a noi), trovandoci in difficoltà con lui o noi in difficoltà con qualcuno altro. Ma la stessa cosa succede con il cliente. Magari non firma ed è molto sulle sue per dei problemi personali. Dargli fiducia, sapere che in questo settore può rilassarsi lo può aiutare a sentirsi anche lui più rilassato di aver fatto la scelta giusta. 

Ecco il teatro ci permette di avere quella lungimiranza in più e pur portando a casa l’obiettivo lavorativo, ci permette di metterci in ascolto di chi ci sta vicino. E’ fondamentale ora sia tra colleghi ma soprattutto coi clienti. A danza si chiama il mettersi in forma. E’ un pò come sistemare la frequenza per ascoltare meglio un canale. Mi metto in forma del mio collega, del mio cliente e magari scopro che mi può essere d’aiuto per portare a casa un obiettivo, per scoprire una cosa nuova. Il teatro mette le persone nelle condizioni di ascoltare e quindi, come ho detto prima, di andare al di là di come quotidianamente appare. 

Certo, possono sembrare discorsi filosofici di pillole spicce su facebook, ma ascoltare gli altri, significa entrare in contatto con noi stessi e quindi del nostro potenziale. E quindi se applicato al contesto aziendale, a migliorare l’ambiente lavorativo, le mie prestazioni, a vendere meglio. Finale: portare a casa l’obiettivo con più facilità. 

Nell’ambito aziendale i percorsi che vengono proposti possono essere dei più disparati. Io però solitamente quando mi capita di fare formazione in azienda, ne propongo 3 che poi possono essere veramente sviluppati in più livelli a seconda soprattutto dell’esigenza dell’azienda stessa: 

Uso della voce,

Laboratorio di ascolto teatrale;

Lavoro sulla comicità. 

Partiamo dall’uso della voce. 

1. Perché si vuol sviluppare la voce? Allora per prima cosa, nelle mie formazioni non si fa dizione per diventare attori. Si tocca la dizione semplicemente per sapere come si dovrebbe parlare, ma parliamoci chiaro, purtroppo nella diffusione sempre più disparata dei canali di comunicazione, sentiamo cadenze, inflessioni dialettali sempre più diverse e non di meno, anche strafalcioni linguistici, e non ci rendiamo più conto di come sia in realtà il nostro italiano, il nostro fiorentino colto. Quello dell’accademia della crusca. 

L’uso della voce è importantissimo perché magari siete degli ottimi venditori ma non fate mai pause, vi mangiate le parole, balbettate, oppure avete un volume troppo basso o troppo alto. Signori, io ho lasciato un fidanzato perché aveva un volume della voce troppo alta quando parlava al telefono. 

Se sei nel pieno di una trattativa, devi dare fiducia, devi fare le pause giuste per trasmettere la giusta importanza a quello che vuoi dire. E non si tratta di convincere, perché quelli sono i vostri contenuti e le vostre competenze (se no, l’azienda non vi avrebbe assunto per questo), ma si tratta dell’esposizione. Dai non siamo più a scuola, ma una giusta e chiara esposizione, con le pause al punto giusto e le parole pesate e sottolineate in un certo modo, inconsciamente rendono il vostro cliente più predisposto all’ascolto, ad accogliere e qui torno al discorso di prima della danza, del mettersi in forma. Tramite la voce, mi metto in forma del cliente. E adesso cari venditore parliamoci chiaro, abbiamo bisogno, devi essere bravo nel portare la persona a scegliere te. Parliamo quindi di questa parolina magica che si chiama empatia e che il teatro è un ottimo strumento per raggiungerla.

Forse fondamentale.  

Quante trattative si allungano con tempi biblici perché il cliente non se la sente ancora, perché vuole essere sicuro. Non si tratta del contenuto del prodotto si tratta di lavorare in maniera empatica con il proprio cliente. E signori, qual’è il primo strumento che un bambino in pancia ha per relazionarsi con la madre? Il suono, la voce della mamma. Ecco e noi attraverso un uso corretto della voce, dobbiamo metterci in forma del cliente. 

2. Percorso di ascolto teatrale. Ecco qui non mi dilungo troppo e mi riallaccio a quanto detto prima, all’inizio. 

Il teatro crea la fiducia, creata dall’ascolto. E qui, ci sono anche tratti di scienze di linguaggio e di psicologia che vengono fuori. Ecco perché dovete scegliere un consulente teatrale che abbia anche una preparazione non solo teatrale da attore quindi ma anche pedagogica. 

In questo percorso viene sviscerata tutta una serie di esercizi che mirano alla fiducia in sé stessi e negli altri e verso di noi. Non dimentichiamoci che gli obiettivi aziendali sono fondamentalmente due: mettere a proprio agio il proprio dipendente per farlo produrre meglio e quindi vendere, monetizzare. 

Il teatro fisico ha tutta una serie di linguaggi non verbali che possono essere usati per la vendita o per convincere il nostro cliente a firmare. Come ci sono le pause nella voce, ci sono anche le pause fisiche. Il linguaggio del corpo è veramente fondamentale affinché il cliente ci possa seguire e affezionare. Magari su questo punto farò un episodio apposta. 

3. Punto. Il lavoro sulla comicità. 

La comicità è importantissima. Che non vuol dire che mi devo prendere sottogamba o devo banalizzare o ridicolizzare il mio lavoro o il cliente. Penso che la comicità sia quella sottile forma di leggerezza, un pò come scriveva calvino. C’ è una frase sua che mi piace un sacco e che uso spesso nelle formazioni aziendali. Dice: Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. 

Ecco quando faccio formazione sulla comicità in azienda parto proprio dal concetto di leggerezza. Ovvio si fanno esercizi e giochi teatrali divertenti e comici ma finalizzati alla leggerezza di me stessa verso chi ho davanti. Forse anche qui dovrei fare un episodio intero sulla comicità, anzi me lo appunto che lo preparo prossimamente. 

Nel frattempo vi snocciolo un pò di info. Il percorso comico non vuole essere un percorso per diventare cabarettisti, per vendere con la battuta, ma vuole attraverso la comicità arrivare sempre ad un discorso di ascolto e quindi sempre al mettersi in forma. Iniziare un rapporto di lavoro con un sorriso, ma vero, non di quelli prestampati che si capisce lontano un km che sono fintissimi, ma vero, accogliente, è la chiave di volta per un ambiente sereno. Con questo non vuol dire essere ipocriti, ma significa essere più rilassati. Avete provato a sorridere più volte al mattino davanti allo specchio? Provate a sorridere per qualche giorno, fin dal primo momento vi sentirete più rilassati, il viso appare meno teso. Ecco e quindi più predisposti ad iniziare la giornata in maniera piacevole. Ad accogliere quello che arriva con il sorriso. Del resto sappiamo anche noi che quando ci troviamo in una qualsiasi situazione un sorriso è sempre più accogliente di una persona seria, fredda o imbronciata. Se devo lavorare coi miei colleghi non posso essere imbronciato, se devo vendere un prodotto al mio cliente non posso essere triste o arrabbiato perché al mattino ho rotto la macchina o uno mi è venuto addosso. Sorridere cambia la giornata, figuratevi ridere. E’ proprio un approccio più sereno alla trattativa senza risultare ipocriti, insensibili o tantomeno superficiali. 

Quindi per concludere 

Ecco a voi i tre punti di oggi: PERCHE’ E’ IMPORTANTE FARE UN PERCORSO TEATRALE IN AZIENDA?

Il teatro in azienda serve per conoscere prima di tutto sé stessi;

Il teatro in azienda serve per migliorare il rapporto tra colleghi;

Il teatro in azienda serve per sviluppare l’intelligenza emotiva per applicarla al proprio ambito lavorativo e quindi a portare a casa il risultato: monetizzare.

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