PODCAST TEATRO LIBERA TUTTI

PUNTATA N. 3 – PER LA SEZIONE TEATRO E SOCIETA’ PRESENTIAMO: 

TEATRO COME SCELTA PER IL PROPRIO FUTURO 

Ciao, sono Laura Pigozzo, attrice e regista teatrale e sono esperta di didattica teatrale. 

Benvenuto a TEATRO LIBERA TUTTI il primo podcast italiano sul mondo del teatro. 

Oggi voglio parlarvi del teatro come scelta per il proprio futuro, ovvero quali sono le professioni del teatro? Si, perché molte persone vorrebbero approcciarsi al mondo del teatro ma non sanno da che parte iniziare. Per un preconcetto culturale soprattutto italiano pensiamo che il teatro sia diviso in due parti, da una parte troviamo l’attività extracurriculare dei bambini o ragazzi, dall’altra si pensa al teatro come luogo dove grandi attori recitano su un palco e vivono di tournée. 

All’interno di questo stereotipo molto blando, c’è invece un mondo che si basa prima di tutto sulla conoscenza. 

Per prima cosa vorrei portarvi l’esempio dei miei anni. Io sono nata negli anni ’80 e le attività che venivano svolte fuori dalla scuola erano gli sport più classici, dal calcio alla pallavolo, le ragazze ginnastica artistica o danza e i maschi calcio o basket. 

Fine. Stop. Non c’erano attività culturali come adesso invece sono inflazionate e la scuola difficilmente proponeva, corsi di teatro. A meno che all’interno non ci fosse un’insegnante particolarmente portato nel mettere in scena uno spettacolo. 

Quindi, parlando delle persone di 30/40 anni, difficilmente si sono approcciate a questo mondo e hanno potuto farlo diventare la propria professione, soprattutto se vengono dal paese e non dalla grande città. O a meno che fin da piccoli non ci fosse qualcuno che li avesse introdotti nell’ambiente, quindi figli d’arte o che fossero particolarmente predisposti. 

Ci si limitava al saggio dell’asilo o della recita di Natale, nulla di più. Così nel nostro immaginario collettivo il teatro alla fine era quello, e al tempo stesso invece era così lontano quello dello spettacolo coi grandi attori. E nessuno si poneva più di tanto il problema di investire una vita, il proprio futuro perché non si conosceva cosa fosse. Le persone non erano neanche preparate per presentare il mondo del teatro ai bambini o ai ragazzi e quindi ovviamente non vivendolo non lo si conosceva. Si poteva iniziare ad approcciarsi a qualche compagnia dilettantistica verso i 15 anni, tramite amici o parenti del proprio paese ma era tutto limitato ad una conoscenza molto superficiale del settore. 

Questa non è solo la mia esperienza ma è anche l’ambiente che ho vissuto e che ho visto condividendo negli anni questo pensiero un pò in tutta Italia. Fanno eccezione ovviamente le grandi città per esempio come Milano e Roma, dove avendo la scuola Silvio D’Amico o La Paolo Grassi c’era già un riferimento artistico conosciuto tra i cittadini. 

Una parentesi l’aprirei invece per il teatro come materia scolastica, cosa che da noi è sempre stato impossibile da trovare e a parer mio la cosa è veramente vergognosa visto che oltre alla culla della cultura quale è l’Italia, il teatro fa bene allo sviluppo e alla crescita della persona in tanti modi, dall’intelligenza emotiva, al carattere, alle relazioni con le persone. Insomma nonostante il fatto che gran parte della storia del teatro l’ha fatta L’Italia, l’approccio che la società ha nei confronti delle persone è pressoché minimo. 

Solo ora a distanza di 30 anni lo scenario è un pò cambiato. Negli ultimi 5, 6 anni, il boom del corso di teatro è scoppiato e ora molte famiglie lo scelgono perché lo trovano all’interno della scuola stessa gestito o da qualche insegnante con la passione per il teatro oppure da qualche ragazzo che si cimenta in qualche progetto a costo molto basso. Difficilmente troviamo professionisti che vengono nella scuola a creare progetti mirati. Ma questo sarà un altro argomento del podcast. Più che altro perché la scuola non ha più fondi e quindi non può sovvenzionare percorsi proposti da registi o attori professionisti. Molto spesso la scuola si affida sempre di più a semplici baby parking camuffati da attività in attesa che il genitore finisca di lavorare. Questo comporta secondo me una conseguenza ancora peggiore della non conoscenza, ovvero far passare al bambino o al ragazzo che il teatro sia il saggetto posticcio di fine anno su un palco oratoriale dove a turno i bambini sfilano con una battuta imparata in loop davanti ad una platea di soli genitori felici di aver investito 20 euro al mese per riempire il tempo libero del figlio fintanto che loro non tornavano dal lavoro. Morale della storia, tutti pensano che il teatro sia una cosetta da nulla. Un’attività che tutti possono fare e che tutti possono insegnare rimanendo in questo immaginario collettivo molto, molto mediocre. Nessuno si aspetta una competenza perché difficilmente i genitori che un tempo erano ragazzini, non la pretendono perché per primi sono cresciuti senza conoscere cosa fosse realmente il teatro. 

Per fortuna, non è sempre cosi attualmente. Ci sono genitori in una piccola percentuale che preferiscono mandare il proprio figlio in una scuola di teatro privata o ci sono dirigenti scolastici di istituti privati che investono nella competenza di un valido professionista del settore o addirittura a scuole che hanno iniziato a mettere in via sperimentale l’indirizzo teatrale. Bellissimo. Cosa avrei dato per averlo avuto io quando ero giovane.

Quindi ora il ragazzino medio di provincia riesce a conoscere il teatro grazie all’investimento del proprio genitore e al sacrificio di magari gestire i suoi mille impegni al posto di piazzarlo a scuola per una semplice gestione familiare di incastri di orari. O dalla scuola privata che investe su un percorso curriculare in merito. 

Chi frequenta le scuole private di teatro o lo fa a scuola con un professionista e qui, scusatemi se sono un pò cattiva ma non posso assolutamente paragonare un corsetto a scuola di due ore a settimana con gruppi di 30 40 bambini gestito da un qualsiasi ragazzino  senza esperienza contro la professionalità di un regista o attore che si è fatto un’esperienza di decenni in questo settore della didattica con numeri molto più bassi; si ritrova poi all’interno di un contesto stimolante e poco competitivo dove la messa in scena è solo una parte della community che si è andata a creare in questo settore. 

Qui il ragazzo o il bambino che vive il teatro, inizia a sapere che ci sono vari lavori al suo interno e che non c’è solo l’attore, ma ci sono vari lavori che girano intorno a questo settore. 

Ora dopo avervi fatto un super pistolotto sulle motivazioni per cui il teatro è poco conosciuto come attività, ci addentriamo meglio nelle sue professionalità più visibili e di responsabilità. 

Per prima cosa nel teatro non c’è solo l’attore, ovvero la figura chiave e più vecchia e più rappresentativa di questo settore. 

Troviamo il regista, il direttore artistico di un teatro, di una scuola, il manager, ma anche l’attore nella forma sua più classica, l’insegnante universitario, ma anche l’insegnante di teatro presso la propria scuola o una scuola privata. 

Fare teatro non significa per forza diventare attori ma significa preparasi per il proprio futuro dove possiamo trovare delle professioni che mai avremmo pensato di trovare. 

Per esempio io non avrei mai pensato di fare l’insegnante di teatro. Da piccola, volevo fare l’attrice e invece ho scoperto che la didattica teatrale è una delle mie passioni più grandi. Fare formazione nelle aziende attraverso un percorso teatrale, attraverso le dinamiche teatrali, mi riempie il cuore e dare la possibilità a delle persone di crescere nella vita attraverso delle strategie che vengono dal teatro, mi fa addormentare bene.  

Poi invece se vogliamo focalizzarci solo ed esclusivamente sulla produzione di uno spettacolo abbiamo delle professioni veramente mirate. A questo proposito in una delle prossime puntate parlerò delle professionalità dello spettacolo teatrale. 

Quindi per concludere 

Ecco a voi i tre punti di oggi se volete iniziare ad approcciarvi al teatro per il vostro futuro o per il futuro dei vostri figli.

Punto 1: sfatare per favore nell’immaginario collettivo italiano che lo stereotipo del teatro sia il saggetto di fine anno dell’oratorio del paese o sia una cosa leggera da prendere sotto gamba. Il teatro è dedizione, sacrificio e soprattutto passione per il lavoro ben fatto. Se non avete queste tre caratteristiche potete cambiare lavoro. 

Punto 2: cercate nella vostra città o paese se ci sono scuole private di teatro che propongono corsi per bambini e ragazzi. Vi ricordo che si può partire dai 3 anni e non c’è limite d’età;

Punto 3: entrate nella community del teatro, informatevi e andate a vedere spettacoli, performance, serate sperimentazione teatrale. Più vi contaminerete e più il teatro vi farà bene. 

Io per oggi vi saluto, vi auguro una splendida giornata e Non dimenticatevi di iscrivervi a TEATRO LIBERA TUTTI, come podcast, al canale telegram, you tube o potete trovare gli articoli letti su formazioneteatrale.com 

Scrivete sui commenti se avete delle domande o se volete parlare di un argomento in particolar modo. 

Vi lascio come sempre con la frase del giorno: “Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo libero da voi stessi” Konstantin Stanislavskij 

Io sono Laura Pigozzo e vi ringrazio per avermi dedicato del tempo ad ascoltarmi. 

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