PODCAST TEATRO LIBERA TUTTI

PUNTATA N. 4

PER LA SEZIONE STORIA DEL TEATRO PRESENTIAMO: Pina Bausch    

Ciao, sono Laura Pigozzo, attrice e regista teatrale e sono esperta di didattica teatrale. 

Benvenuto a TEATRO LIBERA TUTTI il primo podcast italiano sul mondo del teatro. 

Oggi vi vorrei presentare uno dei miei miti del teatro contemporaneo. Vi dico solo che alla tesina di maturità come corrispondente in lingue estere, portai per la lingua tedesca questo personaggio e nessuno dei miei professori sapeva di cosa stessi parlando. La mia coordinatrice di classe s’incazzò perché all’epoca non portai come tutte le ragazze della mia età la bit generation o i campi di concentramento. Anzi mi rispose dicendomi: cossa credi tu che il teatro de farà rica? Te convien studiar per lavorar en azienda che a far i paiassi son boni tutti. 

Comunque parentesi della mia prof di lettere a parte (che saluto tantissimo), 

Oggi vi parlo di Pina Bausch. E come non portare alla tesina di maturità un personaggio del genere dopo che erano 4 anni che la studiavo per i fatti miei e con il teatro? 

Per chi fa teatro è un must, per chi non la conosce, Pina Bausch per me, è la più grande coreografa contemporanea di sempre. Si può dare a lei l’invenzione del teatro danza. 

Ho avuto la fortuna di conoscerla quando sono stata un anno in Germania, ogni weekend , quando potevo da studentessa senza soldi, correvo a Wuppertal col treno. E’ stato un onore conoscere un personaggio di una potenza emozionale cosi forte. 

Pina nasce a Solingen, nella Renania settentrionale in Germania negli anni ’40 ma durante tutta la sua infanzia e pre adolescenza la scuola di danza se la può solo sognare. Purtroppo non ci sono molti soldi nella famiglia di Pina nel secondo dopoguerra tedesco e oltre a fare qualche lavoretto come cameriera nel ristorante del padre, fa qualche comparsata in qualche spettacolo del paese. Anzi aveva pure la sindrome del piede troppo grosso. 

Poi all’età di 15 anni entra a far parte della Volkwang Hochschule” di Essen, diretta da Kurt Jooss, promotore e allievo della corrente estetica dell’Ausdruckstanz, ovvero la danza espressionista, inventata dal grande Rudolf von Laban. 

Successivamente, nei 4 anni dopo, si diploma nel 1959 ottenendo una una borsa di studio del “Deutscher Akademischer Austauschdienst”, che le permette un corso di perfezionamento e di scambio negli USA come special student presso la “Julliard School of Music” di New York, dove studia insieme con Antony Tudor, José Limón, Paul Taylor e molti altri. Subito sia negli States che in Europa nell’ambiente si accorgono del suo grande talento. Per esempio prende subito una scrittura alla New American Ballet e al Metropolitan Opera Ballet, sotto la direzione di Tudor.

Siamo ormai nel 1962, Pina ha 22 anni e nel pieno delle sue forze, rientra per accettare l’invito a ricoprire il ruolo di ballerina solista dato dal suo vecchio maestro Jooss nel suo Folkwang Ballett. Purtroppo l’America le manca e rimane delusa dalla realtà tedesca che ritrova al suo rientro.

Dal 1968 diventa coreografa del Folkwang Ballett. Lo dirige l’anno seguente e comincia a sperimentare dando vita alle sue opere. Vince a Koln il primo posto al concorso di composizione coreografa con “Im Wind der Zeit”,

E finalmente nel 1973, assume la direzione della compagnia di balletto di Wuppertal, presto rinominata “Wuppertaler Tanztheater”: ovvero la nascita del teatro danza. 

Qui inizia a produrre senza più fermarsi. I suoi spettacoli riscuotono fin dall’inizio grande successo, con riconoscimenti ovunque. Si ispirava ai più importanti capolavori della letteratura, del teatro e dell’arte. Anche se potrei permettermi di dirvi che il tuo lait motiv era la natura e il genere umano. Difatti di natura si parlerà sempre. 

Nel 1974 sulle musiche di Mahler e Hufshmidt crea “Fritz”, successivamente Orfeo e Uridice di Gluck e il trittico stravinskiano 

“Frühlingsopfer”, composto da “Wind von West”,” Der zweite Frühling” e “la sagra della primavera”. 

Il suo successo più grande arriva con Cafè Muller, che potete trovare nella versione integrale anche su YouTube e celebra totalmente il suo lavoro di teatro danza. Qui lei si ritrova all’interno di questa caffetteria in mezzo a tantissime sedie. Se avete l’occasione guardatelo perché è veramente emozionante. Mette in scene il vuoto delle relazioni umane. Con Pina scopro realmente questo senso di vuoto che ritrovo nella vita e che lei in maniera così cruda quanto poetica mette in scena negli spettacoli. 

Nel 1980, mette in scena “Ein Stück von Pina Bausch”, dove viene rappresentato questa sorta di neo espressionismo coreutico all’interno del quale il ballerino perde la sua identità dei canoni del balletto classico. Inizia a ricevere accuse di volgarità e le critiche sono molto forti soprattutto dall’oltre oceano. 

Pina Bausch mette insieme la vita vera. Mi ricordo in un seminario che feci con lei e che poi ritrovai in una delle sue ultime interviste, l’idea che ci voleva trasmettere del ballerino. Il ballerino per lei non voleva essere lo stereotipo canonico della bellezza accademica ma attraverso anche quella ma soprattutto attraverso la realtà voleva mettere in scena la quotidianità della persona. Ci diceva che dovevamo prendere spunto dai passanti, dalle gente che incontravamo, le loro camminate, atteggiamenti, modi di fare. E così questa cosa l’ho applicata molto alla vita. 

Gli anni ’80 segnano le sue evoluzioni sempre più forti: ”Two Cigarettes in the Dark”, del 1984, “Victor”, del 1986, e “Ahnen”, del 1987.

Comunque, il successo planetario arriva solo negli anni ’90. In questo periodo prende parte anche ad alcune pellicole cinematografiche, come “E la nave va“, di Federico Fellini, dove interpreta una signora non vedente, quasi a riprendere Cafè Muller e il lungometraggio “Die Klage der Kaiserin”, del 1989.

Poi ha anche una vita privata: si sposa con lo scenografo e costumista, olandese morto di leucemia nel 1980, e dal 1981 inizia una relazione con Ronald Kay, che resta per sempre il suo compagno, e con il quale ha un figlio, Salomone.  

In Italia è amatissima tra Roma e Palermo, ma anche a Madrid, Vienna, Lisbona, Hong Kong e Los Angeles soprattutto dopo il suo  “Tanzabend II” , nel 1991.

Alla fine degli anni ’90, vedono la luce anche altri tre lavori di taglio più leggero, ma non meno significativi, come il californiano “Nur Du”, nel 1996, il cinese “Der Fensterputzer”, del 1997, e il portoghese “Masurca Fogo”, del 1998.

Nell’ultimo decennio della sua vita, gira completamente il mondo, produce “Agua”, “Nefes” e “Vollmond”, tra il 2001 e il 2006. 

“Vollmond” l’ho visto al piccolo ed o stato una cosa paradisiaca. Veramente una cosa spettacolare. 

Nel 2009 inizia un progetto cinematografico con Win Wenders ma muore il 30 giugno dello stesso anno di cancro a Wuppertal. 

Il film che ne consegue successivamente è una celebrazione al suo talento. Wenders e gli artisti e amici del Wuppertal che ne fanno parte parlano di Pina come una madre, una sorella, come famiglia….. Analizzano gli spettacoli che lei ha fatto, il lavoro e i percorsi svolti nelle varie messe in scena. 

Pina Bausch ha dato tanto nel mondo dell’arte perfomativa nella seconda metà del ‘900 ed è un peccato come se ne sia andata cosi velocemente. 

Per tutti quelli che l’hanno conosciuta anche solo un pò o che l’hanno conosciuta tramite la visione degli spettacoli o tramite studi a scuola, l’hanno fatta entrare nella loro vita. 

Credo che sia una delle poche persone pubbliche che nel momento in cui le conosci anche solo pubblicamente iniziano a far parte della tua famiglia, perché toccano l’animo umano così profonodamente. E lei con il suo tanz theather lo toccava sempre. 

Difatti vive in noi e chi la conosce la celebra e nel mondo dei social da qualche anno continuiamo a celebrarla con la season march, ora anche challenge su YouTube a livello mondiale.  

Io per oggi vi saluto, vi auguro una splendida giornata e Non dimenticatevi di iscrivervi a TEATRO LIBERA TUTTI, come podcast, al canale telegram, you tube o potete trovare gli articoli letti su formazioneteatrale.com 

Scrivete sui commenti se avete delle domande o se volete parlare di un argomento in particolar modo. 

Vi lascio come sempre con la frase del giorno: “Tanz tanz Sind wir verloren. 

Dance, dance, otherwise we are lost. Danziamo danziamo altrimenti siamo perduti” Pina Bausch 

Io sono Laura Pigozzo e vi ringrazio per avermi dedicato del tempo ad ascoltarmi. 

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