Ricordo

Cèrti che la paròla della settimana scórsa vi sia piaciuta, quésta settimana ve ne sfodero un’altra altrettanto bèlla e romantica…… (perché dovete sapere che sono una persóna mólto romantica…).

La paròla di quésta settimana è /ri.cor.do/, /ri.cor.da.re/ ma non solo ….. 

Ricordare, sérbare nella memòria; ricòrdo, atto del richiamare alla memòria qualcòsa o qualcuno. Apro però una parèntesi sulla paròla /ricordino/ che significa un piccólo oggètto che serve a ricordare qualcòsa o qualcuno; una vòlta veniva usato per ricordare una persóna scomparsa, oggi è paragonato al souvenir che portiamo ai cari quando torniamo da un viaggio.

Ma qual’è in realtà l’etimo di ricordare? Ricordare cosi come coraggio deriva anch’essa da cuore. 

Dal latino [recordāri] a sua vòlta da [cor], [cordis] ovvéro cuore e da -re come moviménto al contrario e che, insième, significano ritornare al cuore, pertanto rimettére nella memoria in quanto cuore è visto come sède della memoria. 

Però attenzióne perché invece rammentare significa riportare alla ménte. 

Quindi ricordare significa riportare al cuore méntre rammentàre significa riportare alla ménte. Ma se parlassimo degli oppósti? 

Dimenticare deriva da togliere dalla ménte mentre scordare togliere dal cuore. 

Mi piace molto l’etimologia perché mi permétte di sapere quando usare al mèglio le paròle, pertanto tenetevi i ricòrdi nel vòstro cuore e togliamo via dal cuore invéce  tutto quello che ci ha fatto male. Anzi forse è addirittura mèglio non vivere di ricòrdi con la nostalgia del passato ma creare dei moménti con le persóne che più amiamo così da poterle vivere ogni giórno sènza doverli “riportare” nel nostro cuore. 

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