EP. 5 SCIOGLILINGUA E LONFO

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Benvenuto a TEATRO LIBERA TUTTI il primo podcast italiano sul mondo del teatro. 

Oggi vi voglio far divertire con uno degli aspetti più divertenti del teatro. 

Iniziamo!

  • Trentatré trentini entrarono a Trènto, tutti e trentatré trotterellando.
  • Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?
  • A quest’ora il questore in questura non c’è.
  • Ma fossi tu quel barbaro barbière che barbassi quella barba così barbaramente a piazza Barberini.
  • Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.
  • Tito, tu m’hai ritinto il tétto, ma non t’intèndi tanto di tétti ritinti.
  • Una rana nera e rara sulla réna errò una séra.
  • Assòlto in assise l’assassino dell’assessore di Frasassi in missione segréta a Sassari.
  • èva dava l’uva ad Ava, Ava dava le uova ad Eva, ora Eva è priva d’uva mentre Ava è priva d’uova.
  • Forse Piètro potrà protèggerla.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.
  • Chi ama chiama chi ama, chiamami, tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.
  • In un pózzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel cupo pózzo andò a sbattere di còzzo con un cupo tonfo fiòco da smaltire a poco a poco e credètte di azzanare un feróce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feróce lupo.
  • Filo fine déntro il fóro, se l’arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il fóro come un crine.
  • Ho in tasca l’ésca ed esco per la pésca, ma il pésce non s’adésca, c’è l’acqua troppo frésca. Convien che la finisca, non prènderò una lisca! Mi métto in tasca l’ésca e torno dalla pésca.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Sotto un céspo di rose scarlatte offre il ròspo té caldo con latte. Sotto un céspo di rose paonazze tocca al rospo sciacquare le tazze.
  • Stiamo bocconi coglièndo cotoni, stiamo sedèndo cotoni coglièndo.
  • Quanti rami di róvere roderèbbe un roditore se un roditore potésse rodere rami di rovere?
  • Il cuoco cuòce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.

Ecco a voi i famosissimi scioglilingua. A tutti noi nella vita c’è capitato di imbatterci negli scioglilingua. A scuola, per gioco, con gli amici. 

Ma a cosa servono in realtà gli scioglilingua? Dal loro significato possiamo già capirne l’uso. Lo scioglilingua è una frase appositamente composta con particolari accostamenti di vocali o consonanti per renderne difficile la sua pronuncia. Rendere libero da ciò che si tiene legato, in questo caso, sciogliere la lingua da un accostamento vocalico difficile da pronunciare. 

Lo scioglilingua è usato in tantissimi ambiti. Per esempio nel nostro, nel mondo teatrale è usato per imparare ad articolare meglio le parole, ma soprattutto alcuni accostamenti fonetici. 

Molto spesso le persone hanno problemi di pronuncia sulla s, t o z e alcuni scioglilingua sono proprio mirati a questo. 

Per prima cosa quando si lavora con uno scioglilingua bisogna pronunciarlo in maniera neutra  ovvero, senza nessun tipo di intenzione ne tantomeno di inflessione dialettale come invece ho fatto io ma per farvi divertire un pò. 

Per prima cosa ci dobbiamo ricordare che lo scioglilingua è un esercizio per allenare il nostro cervello ad una miglior pronuncia e quindi dev’essere pronunciato appunto senza inflessioni o intenzioni come già accennato prima.

Ci sono degli scioglilingua semplici e altri complessi e scioglilingua che vanno ripetuti almeno per un paio di volte.  

Questi vanno a toccare suoni che sono più difficile per noi da pronunciare una volta accostati insieme, pensate a gn, gl, alla erre, alla ssss, alla zeta, sc, ai vari dittonghi ue, uo, au etc etc. 

Sono mirati a sviluppare una maggiore articolazione vocale. 

Molti di essi, sono difficili, quasi impossibili da pronunciare ma vedrete che con un un pò di pratica potrete raggiungere ottimi risultati. 

Lo scioglilingua ovviamente per ottenere la sua efficacia ma al tempo stesso per vederne la sua difficoltà, bisogna che venga pronunciato ad una velocità serrata e non lentamente in quanto perde l’effetto dell’accostamento fonetico. 

Inoltre non solo vengono utilizzati per articolare meglio alcuni fonemi, ma vengono utilizzati molto anche per imparare la dizione e vedere dove sono gli accenti tonici o atoni. Per esempio vediamo in questo scioglilingua le é atona inserita all’interno di una omografia, ovvero di una parola che è scritta uguale ma che la pronuncia ne cambia il significato. 

  • Ho in tasca l’ésca ed esco per la pésca, ma il pésce non s’adésca, c’è l’acqua troppo frésca. Convien che la finisca, non prènderò una lisca! Mi métto in tasca l’ésca e torno dalla pésca.

Questo scioglilingua serve per identificare le è aperte e le é chiuse. Per es. sono tutte chiuse tranne nel verbo prenderò che è aperto. In questo caso nella velocità bisogna stare attenti ad aprire ad un certo punto la vocale. Inoltre in questo scioglilingua troviamo un’omografia nella parola pésca che per il contesto della frase non fa riferimento al frutto che ha una è aperta e quindi pèsca ma all’attività sportiva di pésca. 

Insomma, quando si vuole imparare la fonetica e non solo ad articolare bene le parole questi sono degli esercizi molto utili.

Per parlare in pubblico sono fondamentali perché creano anche una certa ilarità nella pronuncia o nel lapsus e quindi una volta imparati si ha una decisa disinvoltura nel dirli. 

Vorrei ricordarvi che gli scioglilingua vengono usati molto anche in logopedia per aiutare le persone a pronunciare meglio alcune parole a causa di un loro problema fisico in base a come viene posta la lingua o articolata la bocca, il palato, le labbra  e i denti nella pronuncia di alcuni fonemi particolari. 

Inoltre gli scioglilingua sono molto usati per l’apprendimento di una lingua straniera, per la disinvoltura fonetica. Nelle lingue possiamo avere fonemi diversi e quindi accostamenti fonetici differenti a seconda della lingua che andiamo a studiare e dal suo passato filologico. Per es. nonostante il fatto che il tedesco sia una lingua latina esattamente come l’italiano, abbiamo delle pronunce completamente diverse a causa anche della mutazione consonantica che ha avuto la lingua tedesca rispetto a quella italiana. 

Sicuramente imparare a pronunciare qualche scioglilingua in lingua straniera, scusate il gioco di parole, aiuta moltissimo la disinvoltura linguistica. 

Solitamente quando si inizia a studiare una lingua straniera ci sentiamo quasi scemi, ci vergogniamo a pronunciare una parola mettendo le labbra, la lingua in una determinata maniera per far uscire quel suono che invece nella nostra lingua madre non abbiamo, figuratevi cosa succede quando leggiamo o sperimentiamo uno scioglilingua…. Aiutiamo tantissimo la nostra articolazione vocale ma soprattutto anche il nostro cervello ad abituarsi a quei suoni. 

Vi faccio sentire una cosa:

Es regent, es regnet, es regnet seinen Lauf!

Und wenn’s genug geregnet hat, dann hört’s auch wieder auf!

Ehhhh?????? Cavolo se non è difficile…. È una canzoncina tedesca alla pari al nostro “piove piove la gatta non si muove”…. Io la uso tantissimo per insegnare tedesco perché l’articolazione che ha il suono di questa lingua e la sua struttura fonetica dei piedi di essa è completamente differente da quella del nostro italiano. 

Ecco questi sono piccoli giochi linguistici che noi teatranti usiamo per pronunciare meglio.

Una volta che avete imparato a pronunciarli potrete giocare sulle intenzioni delle frasi ovvero su come dirle. In maniera autoritaria, dolce, romantica, paurosa, spaventata e così via. Facendo questo vi concentrerete non solo sull’articolazione fonetica e la giusta dizione, ma lavorerete in maniera più completa perché dovrete concentrarvi anche sul modo di dire quella frase e quindi quell’intenzione. Esattamente come ho fatto io all’inizio della puntata. 

Inoltre potrete lavorare anche sulle varie velocità. Ma questi sono esercizi che poi vi farò fare. Vi aiuterà a canalizzare ancora di più la concentrazione. E vi divertirete un sacco. 

Bene, ora ci discostiamo un attimo dagli scioglilingua per curiosare un altro ramo della linguistica….non vi dico nulla: ascoltate!

Il Lonfo non vaterca né gluisce

e molto raramente barigatta,

ma quando soffia il bego a bisce bisce

sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna

arrafferia malversa e sofolènta!

Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna

se lugri ti botalla e ti crivènta.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto

che bete e zugghia e fonca nei trombazzi

fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in ségno di sberdazzi

gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto

t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Ecco, cos’avete capito? Cos’è il Lonfo? No, non siete improvvisamente diventati ignoranti e avete perso la conoscenza del significato delle parole. Vi confermo che avete giustamente capito per metà. Eh si perché questa è metasemantica e quello che vi ho appena letto è la filastrocca più famosa di metasemantica IL LONFO, scritto da Fosco Maraini nel 1978 e diventato celebre all’interno della raccolta “Gnosi delle fanfole”. 

La semantica è un ramo della linguistica che si occupa del significato della lingua. La meta semantica è un esperimento inventato dallo stesso Maraini e consiste nell’utilizzo di parole prive di significato, ma dal suono familiare alla lingua madre che noi abbiamo. 

Sono termini privi di referente linguistico, ma comprensibili perché costretti a seguire le stesse regole sintattiche e grammaticali della lingua del contesto generale.

Il significato può essere evinto da queste regole, ma anche dall’evocazione o dal suono onomatopeico delle parole stesse, che a seconda della loro posizione all’interno di una frase, attribuisco un significato o presunto alla parola. 

Dopo Fosco Maraini, moltissimi altri hanno usato la meta semantica per giocare e creare anche se quando si parla di metasemantica si fa riferimento soprattutto a lui con il suo Lonfo, questo animaletto zuto che raramente barigatta. 

A teatro questa poesia viene usata molto per lavorare all’interno delle intenzioni, per articolare la bocca e avere una certa padronanza linguistica. 

Bene, 

Io per oggi vi saluto, vi auguro una splendida giornata e Non dimenticatevi di iscrivervi a TEATRO LIBERA TUTTI, come podcast su spotify, iTunes e spreaker, al canale telegram, you tube o potete trovare gli articoli letti su formazioneteatrale.com o sulla mia pagina instagram attrice disordinata. 

Scrivete sui commenti se avete delle domande o se volete parlare di un argomento in particolar modo. 

Vi lascio come sempre con la frase del giorno: “

“Una lingua diversa è una diversa visione della vita.”

(Federico Fellini)