Bacio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La paròla di oggi è 

/ba.cìo/ 

Bacio è una paròla béllissima ma che a livèllo etimologico è decisaménte incèrta e non sèmpre mette tutti i linguisti d’accòrdo. Pértanto voglio fare una preméssa e portarvi le due versioni dando il mio pènsiero in merito. 

Bacio deriva dal latino basium che significa letteralménte bacio anche se alcuni la fanno risalire al grèco bazo che significa io parlo oppure a baskaino che significa mormorare ricollegandosi alla radice fa- o fe- di fasko che significa dire, parlare. 

Altri invece fanno risalire l’etimologia di bacio al sanscrito  ba-bhas-ti ovvero masticare e bhes- che vuol dire sfregare, strofinare che potrebbe essere riconducibile al sanscrito psa-ti, la cui radice è “p-s” (p-k o b-k), che significa “fare l’amore“, tant’è che la radice b-k indicava  insieme gli organi sessuali sia maschili che femminili, quindi, nel moménto della loro unióne.

Si pènsa spésso che il bacio sia molto più erotico e sensuale del sèsso stésso e che dal bacio parta tutto. Difatti la trascrizione sanscrita sostiene quésto pènsiero e lo traduce esattaménte nel tèsto con il significato sopracitato dello sfregaménto delle labbra che ricordano gli organi sessuali. Del resto, dal bacio parte tutta l’alchimia e l’attrazione mentale con una determinata persona…..che è unica….e a cui difficilménte nel tèmpo si può fare a méno…. quando c’è, basta un bacio per dimenticare il rèsto. 

Beh, che dire, da linguista chiudo regalandovi anche il tèrmine fonètico, che secondo mé è fantastico. Difatti, il bacio, in quésto ramo della linguistica, si chiama click bilabiale in quanto baciando si fa lo schiocco di un click con le due labbra inferiori e superiori, (dóppie) labiali. 

Bène, io per òggi vi saluto e non mi resta altro che augurarvi di baciarvi tanto, ma coi baci véri, quéi clink bilabiali che fanno vénire le farfalle allo stòmaco! 

Ricòrdo che gli accènti non sono méssi a spropòsito per provocare gli amanti della nostra lingua italiana, ma sono un mio giòco téatrale per avvicinare le persóne ad una corrètta pronuncia e di conseguènza al teatro. 

Quindi quanto trovate questo accènto  \ sulle vocali e – o, è aperto (tonico) come paròla;

quando trovate quest’altro accènto / sulle vocali e – o, è chiuso (atono) come in perché.  

Se volete approfondire la rubrica ecco i riferimenti:

formazioneteatrale.com

IG: attrice_disordinata 

IN: Laura Pigozzo 

PODCAST: Teatro Libera tutti (Spotify e Itunes) 

Scrivete cosa ne pensate su: attricedisordinata@gmail.com