EP. 10 L’INSEGNANTE DI TEATRO

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Oggi parlerò della figura dell’insegnante di teatro. 

Eh si, questa è una professionalità molto controversa in italia. 

Innanzitutto mi spiace tantissimo che nel mio paese il teatro non sia riconosciuto come materia di studio esattamente come fisica, chimica, storia e geografia ma sia ancora sottovalutata come professione. Per prima cosa vi dico che quando vivevo a Santo Domingo, un paese che noi riteniamo in via di sviluppo rispetto a noi, io ero insegnante di teatro in questo collegio privato ed era una materia come tutte le altre. Noi invece, che abbiamo la culla della cultura, ci sentiamo così evoluti che non ne abbiamo bisogno e a scuola non lo consideriamo come materia di studio ma al massimo lo troviamo mascherato da attività extracurriculare per parcheggiare i bambini al pomeriggio a scuola con qualche ragazzino ventenne che si erge da insegnante. Mi spiace essere cosi diretta ma purtroppo in Italia funziona così. Il teatro nell’ambito scolastico e non universitario non è considerata un’arte vera e propria dalla società e con il costo alto dei biglietti, l’appartenenza così elitaria  e tanti altri motivi apparenti dietro cui la società si nasconde, fanno di questo mondo cosi lontano da noi da non far arrivare ai genitori dei bambini la cultura del teatro e il suo vero benessere e significato.

Per prima cosa il teatro è un’esperienza di crescita enorme, secondo è una multidisciplina in quanto si spazia dalla geografia alla storia, dalle arti alle lingue e così via. Solo per questo dovrebbe essere messa come disciplina obbligatoria. Invece no… così noi poveri appassionati e studiosi della materia ci troviamo relegati in un’etichetta svilente e non contenti troviamo che chiunque in Italia può aprire una scuola di teatro. 

Certo, perché per insegnare teatro, non servono competenze, lauree, studi… E’ così banale e superficiale che qualsiasi animatore può inventarsi una scenetta, un gioco dei mimi, chiamarlo spettacolo e fare una scuola. 

Polemica a parte sulla legge italiana veniamo a cosa bisogna fare per insegnare teatro. Per insegnare teatro mi limito a parlare di chi vuole aprire una scuola per insegnarlo li. 

Per prima cosa bisogna essere attori e formarsi tanto. Per questo l’insegnante solitamente si forma fin da giovane perché prima ha studiato per anni come attore. Ma proprio tanto. Inoltre l’insegnante di teatro oltre che essere un bravo attore deve avere delle competenze da regista per poter coordinare il gruppo e mettere in scena i propri spettacoli. Deve avere degli studi d’imprenditoria per portare avanti la propria scuola ma anche in psicologia per contenere le improvvisazioni e conoscere le tecniche di linguaggio verbale e non verbale. Insomma deve essere se vogliamo dargli un termine attuale, multitasking. Deve aver studiato le tecniche teatrali, deve avere rudimenti e conoscenze di regia teatrale, letteratura italiana e straniera, conoscere le lingue, avere competenze di psicologia e deve essere predisposto soprattutto per l’insegnamento. Ma come facciamo a fare tutto se non siamo dei professori universitari che hanno una docenza di una cattedra ben specifica sull’argomento? E vogliono aprire la propria scuola, la propria attività, magari nel posto dove hanno deciso di vivere? 

La cosa che consiglio se si vuole intraprendere questo percorso è partire come attori fin da giovani e camminare parallelamente seguendo chi già lo fa così da carpire metodi e approcci. Si inizia con delle collaborazioni per poi nel tempo capire se siamo in grado di camminare con le nostre gambe. Ma quando lo siamo che succede? Per prima, se ci si vuole distinguere da chi fa i corsetti di teatro mascherati da babysitting a scuola, bisogna studiare molto bene l’imprenditoria e creare la propria strategia di marketing perché è un lavoro vero e proprio dove si vende un servizio, il più bello del mondo, ma pur sempre un servizio. 

Bisogna studiare la clientela e affidarsi a chi ci può seguire sia dal punto di vista imprenditoriale che contenutistico. I corsi di teatro venduti in una scuola privata prevedono la presenza di bambini e quando si lavora coi bambini bisogna stare molto attenti perché per loro noi siamo dei punti di riferimento e per noi sono delle piccole persone che crescono quindi dobbiamo essere onesti e avere i giusti strumenti per contenere nelle improvvisazioni che andranno a fare sia le gioie che i loro problemi, dubbi, malesseri. 

Il formatore teatrale a differenza del solo attore, che spesso è egocentrico, deve togliersi questo alone di, come la chiamo io, prosopopeica presunzione teatrale, ma umilmente prendere per mano futuri attori e dar loro gli strumenti per essere liberi. 

Se volete approfondire l’argomento, potete trovarmi a breve anche su patreon per accedere alle consulenze oppure scrivermi sul canale Telegram o visionare le offerte per aprire la propria scuola di teatro con competenza e professionalità.  

Del resto Stanislavski diceva bene: il mio scopo non è insegnare a recitare, il mio scopo è aiutare a creare un uomo vivo da voi stessi” E in questo settore dovremmo proprio avere l’umiltà di farlo. 

Bene, io per oggi concludo qui, vi saluto, vi ringrazio e vi auguro una splendida giornata. 

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